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Description

Acquaforte
misure: mm 310 x 278
Incisore e disegnatore, si dedicò sporadicamente alla pittura. Il padre Francesco, scultore allievo di Giambologna, morì prematuramente ma riuscì ad avviare tutti i suoi figli a mestieri d’arte. Stefano fu il solo ad eccellere, ebbe i primi insegnamenti presso botteghe di dimenticati orefici i quali ebbero tuttavia il pregio di fargli prender dimestichezza con il bulino. Fu sostanzialmente un autodidatta. Le fonti bibliografiche affermano che egli si esercitava a disegnare figure curiosamente partendo dai piedi e a copiare le incisioni di Jacques Callot avendo come unico confronto l'incisore Remigio Cantagallina. Fu notato poi dal pittore Giovan Battista Vanni che lo prese nella sua bottega e gli diede i primi insegnamenti di pittura e del disegno. La vocazione di Della Bella fu sicuramente l'incisione e già le sue prime opere rivelano i temi a lui più cari: scene di vita contemporanea, feste, battaglie e le decorazioni. Lo studio delle incisioni e dei disegno di maestri antichi, la conoscenza e il confronto con i maestri fiorentini e fiamminghi a lui contemporanei allora presenti alla corte medicea furono furono di grande stimolo. Egli è considerato un grafico puro, grazie ai suoi numerosi viaggi tra Roma e Parigi e grazie alla protezione dei Medici maturò un proprio linguaggio grafico, in vita e per tutto il XVIII secolo fu ricercato e collezionato in Francia e in Italia .
In questa stampa, tratta dalla serie Vedute di Roma e della campagna circostante composta da sei tavole, protagonista è un grande vaso dalle forme classiche. A destra, sulla terrazza del grande giardino di Villa Medici a Roma si vede un antico e maestoso vaso decorato con un bassorilievo che rappresenta il sacrificio di Ifigenia (oggi il vaso è nella Galleria di Firenze). A sinistra del vaso, è raffigurato un giovane ragazzo seduto a terra, di profilo a destra, con il volto incorniciato da morbidi capelli che scendono sulle spalle e con lo sguardo fisso verso il vaso. Si tratta di Cosimo III de Medici avvolto in un abito riccamente panneggiato intento a disegnare su un taccuino il vaso. Sullo sfondo viene descritto, attraverso un tratteggio più morbido, che conferisce un atmosfera argentea, il giardino ricco di molte varietà di alberi quali cipressi che si stagliano verso il cielo, statue, arbusti e una donna che passeggia sulla sinistra.
In basso, al centro iscritto in lastra "Romae in Hortis Medicaeis Vas Marmoreum Eximium", a destra "SD (sovrapposti) Bella MDCLVI". Molti storici ritenevano che il ragazzo rappresentato fosse l'artista stesso, invece adesso si pensa che sia Cosimo III allora principe ereditario di Toscana.
Impressione eccellente, dai neri intensi e tratto deciso su carta vergellata color avorio. Ottimo stato di conservazione. Buoni margini oltre la battuta del rame benché irregolari.
Stato: II/III con il monogramma e la data modificata.
Filigrana: “testa coronata di profilo” (Lieure, 21, Ortolani, 3).
Bibliografia: De Vesme-Massar 832, pag. 128.

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