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Description

In folio (49,5 x 33 cm.), pp. 8 non numerate, frontespizio compreso, lettera dedicatoria e Descrizione del Tempio - 3 incisioni (Pianta, Spaccato e Prospetto del Tempio, tecnica acquatinta in tonalità seppia, 45 x 31 cm.) eseguite da Vincenzo Bianchi, A. Angeli e G. Luciolli su invenzione di Canova. Brossura editoriale cartacea (53 x 37 cm.), titoli a stampa al piatto anteriore entro cornice, in barbe. Assoluta rarità bibliografica, completa, perfettamente conservata e totalmente editoriale. Prima opera a stampa sul Tempio canoviano. In una lettera del 5 agosto 1818, inviata all'amico Giannantonio Selva, Canova dichiarava di essersi deciso a ricostruire la chiesa di Possagno completamente a sue spese. L'idea era quella di realizzare un grandioso edificio circolare dotato di pronao, richiamo al Pantheon di Roma, ma con colonne doriche, come il Partenone di Atene. Commissionò a Pietro Bosio i disegni dell'edificio, i quali furono poi sottoposti alla supervisione dei colleghi dell'Accademia di San Luca e dello stesso Selva. Morto quest'ultimo nel gennaio 1819, Canova trovò il sostegno di Antonio Diedo. L'11 luglio di quell'anno i possagnesi in festa accolsero il compaesano per la posa della prima pietra. La direzione dei lavori fu affidata a suo cugino Giovanni Zardo detto "Fantolin". Il Canova non riuscì a vedere la sua opera conclusa poiché morì il 13 ottobre 1822; i lavori, in base al suo testamento, furono affidati al fratellastro Giovanni Battista Sartori. Negli anni successivi il progetto originario subì qualche modifica, anche per far posto al gruppo della Pietà e alla tomba dell'artista. Finalmente, nel 1830, il tempio venne concluso e il 7 maggio 1832 venne solennemente consacrato dallo stesso Sartori, nel frattempo divenuto Vescovo. Lettera dedicatoria introduttiva di Vincenzo Bianchi a Filippo Francesco Magawly Cerati, nato Philip Francis Magawly de Calry (1787-1835), politico irlandese naturalizzato italiano che, stabilitosi dal 1802 a Parma, ricoprì importanti cariche durante il governo provvisorio. Due copie conservate rispettivamente nella Collezione privata Fondazione Cosway Maria di Lodi e nella Biblioteca del Museo di Roma. Unica copia reperita in vendita, apparsa in catalogo nel 2012 alla "The London international antiquarian book fair", anch'essa con le 3 medesime incisioni, conservato in legatura moderna, definito "portfolio eccezionalmente raro". Manca al Lozzi (3819) che, per la presente edizione, rimanda al Bocca. /, /, /

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