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  • Librairie: Studio Paola Brancato (Italia)
  • Année de parution: 2005
  • Éditeur: CROCETTI EDITORE
  • EAN: 9788883061394
  • Pages: 159
  • Thèmes: Poemes
  • Poids de l'envoi: 1 g
  • Reliure: BROSSURA
  • Édition: SECONDA
  • Collection: LEKYTHOS
  • Volumes: 1
  • Lieu d'édition: MILANO
  • État: NUOVO

Description

traduzione di Nicola Crocetti, introduzione di Ezio Savino seconda edizione CROCETTI 2005 159 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
Ritsos, fra i poeti moderni, è l’uomo della selezione negata. Come un ladro – l’immagine è sua – il poeta depreda il mondo. Muscoloso enciclopedista del canto, è condannato a leggere, a integrare nelle sue fantastiche armonie ogni scheggia di reale: dalla formica che cammina sghemba sul muro scrostato, al cappello di paglia della ragazza, alla trottola che quasi “ritmava la rotazione della Terra”. Altri si sentirono votati a questa decifrazione mostruosa e sublime: Montale, che scrutava i segreti codici di labili segni di zampe sulla spiaggia inondata; Borges che nella crepa del muro leggeva gli universi. L’occhio di Ritsos è più quieto, quasi festoso. Il suo macinare le cose tradisce la soddisfazione pacata della scoperta, e il gusto arguto, esteriormente semplice, di comunicarla travestita da poesia. La realtà è magma di schegge. L’occhio può cogliere i nessi. Ma altre volte i vincoli restano segreti. La poesia di Ritsos è fedele specchio. Ora è singolo verso. Ora è poesia breve. Ora è poema ritmato in lasse, come il Funambolo. Ma anche nel Funambolo (o nelle altre poesie qui raccolte) il canto s’incapsula in parole singole accostate, in sequenze di nomi d’oggetti sospesi come ghirlande ingrigite tra le macchie luminose delle immagini più nobili. Ma non è così anche la realtà: ombra e luce, trita quotidianità e scatto eroico? (dall'introduzione di Ezio Savino). Ghiannis Ritsos nacque a Monemvasià nel 1909. Dopo un’infanzia segnata da gravi lutti familiari, nel 1926, colpito da tisi, fu ricoverato in sanatorio, dove rimase per tre anni. In seguito esercitò la professione di attore-ballerino e di copista in una banca. Nel 1933 entrò nelle file della sinistra, avviando un impegno politico che segnerà, spesso dolorosamente, la sua esistenza. Durante la guerra civile, il successivo governo di destra e la dittatura dei Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente incarcerato e deportato nei “campi di rieducazione nazionale”, ma restò sempre fedele ai suoi ideali di libertà e di giustizia sociale. L’impegno politico ebbe un’importanza centrale anche nella sua poesia, ma in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti e gioiose, della grecità.
Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali di grande prestigio, e fu candidato per anni al Premio Nobel per la Letteratura. Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali sono stati tradotti in tutte le lingue europee.
Dotato di un’incredibile facilità di versificazione, Ritsos è autore di oltre cento raccolte, tra le quali segnaliamo Trattore (1934); Piramidi (1935); Epitaffio (1936); Sinfonia di primavera (1938); La marcia dell’oceano (1940); L’uomo con il garofano (1952); Veglia (1954: contiene Grecità e La Signora delle Vigne); I quartieri del mondo (1957); Quando arriva lo straniero (1958); L’architettura degli alberi (1958); Le vecchie e il mare (1959); Sotto l’ombra del monte (1962); Dodici poesie per Kavafis (1963); Testimonianze I (1963); Filottete (1965); Testimonianze II (1966); Gesti (1969-70); Pietre Ripetizioni Sbarre (1972); Elena (1972); Crisòtemi (1972); Quarta dimensione (1972); Diciotto canzonette per la patria amara (1973); Graganda (1973); La distruzione di Melos (1974); Inno e lamento per Cipro (1974); La pignatta affumicata (1974); Il muro nello specchio (1974); Diario d’esilio (1975); L’ultimo secolo prima dell’uomo (1975); Attualità (1975); Divenire (1977); La Porta (1978); Il corpo e il sangue (1978); Una lucciola illumina la notte (1978); Trittico italiano (1976-81, contiene: Trasfusione, Il mondo è uno, La statua sotto la pioggia); Erotica (1980-81).
Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet, Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi.
È morto nel 1990.
È stato tradotto nelle principali lingue del mondo.
Numerose le traduzioni in italiano, la maggior parte delle quali dovute a N. Crocetti: La Signora delle Vigne, Parma 1986 (con importanti riferimenti bibliografici); Erotica (1981, in questa collana, Lèkythos 1); Il Funambolo e la Luna (1984); Quarta dimensione (1993, in questa collana, Lèkythos 18), e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller 1969); Prima dell’uomo (Mondadori 1972); Diciotto canzonette per la patria amara (Verona 1974); La distruzione di Melos (Bologna 1975); Elena (Verona 1985); Pietre Ripetizioni Sbarre (2004, in questa collana, Lèkythos 35). ... Sempre l’amore – come diceva Ione; – principio e fine;
e di nuovo l’amore, oltre la morte. Ione –
Era di giugno, splendido meriggio, e Ione seminudo,
una catenina d’oro con una piccola croce sull’ampio petto,
le gambe prese da antiche statue di aurighi. E forse sarebbe
partito un giorno
su una barca a vela bianca; – perché la bellezza – disse
Elena –
deve svanire presto.
– Ciane, Melpòmene, Giacinta,
– chiamava Persèfone dal balcone. Il suo peplo rosa
ondeggiava fin giù sulla spiaggia. – Nausica, Gelsomina,
Ismene, Elettra. I nomi
delle ragazze salivano più in alto dei gabbiani, per poi ca-
dere mollemente in mare
simili a isolette con rematori, barche da pesca, sedie di
paglia...
(da Il funambolo e la luna)

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